L’ARTE DEL FUOCO

Argilla per stoviglie”, letteralmente dal greco, la ceramica fu il primo materiale ad essere utilizzato dall’uomo per realizzare vasellame e altri oggetti indispensabili per conservare cibi e bevande fin dalla preistoria. Scuole di lavorazione della ceramica si sviluppano in tutto il mediterraneo e soprattutto in Sicilia fin dal IV secolo a.C.. Palermo nel XVII secolo rappresenta il centro della maggiore produzione di arredi e mattonelle in ceramica per ville.

Nel XX secolo, grazie al caratteristico stile Liberty, la ceramica inizia ad essere utilizzata per creare anche “oggetti d’arte” e si diffonde in tutto il mondo con una produzione importantissima e seriale. Il Movimento artistico, infatti, non rinnegò la produzione standardizzata e seriale nella creazione dell’opera come accadde per altri movimenti contemporanei.

Antonio Forlin, ereditata questa esperienza dello sviluppo dell’uomo, vive la lavorazione della ceramica nella sua bottega di Taormina (doncorleoneobjects.com) non come un’arte minore, ma al pari della scultura e della pittura gli permette di realizzare quell’universo di immagini che caratterizzano il suo processo creativo ed espressivo.

Studia decorazione pittorica all’Accademia di Catania e inizia questo percorso per caso:
Trova un forno con cui cuocere la ceramica e dopo averlo sistemato inizia ad usarlo!
I suoi primi passi, in questa nuova esperienza, furono la lavorazione dell’argilla che affrontò con obiettivi puramente creativi ed estetici; erano giochi con cui prendeva coscienza delle forme e delle possibilità strutturali della materia da lavorare, sperimentando incuriosito dall’Arte del Fuoco.
Attirato dalla malleabilità della terra e dalla magia della cottura al forno, che svela i colori sgargianti dello smalto e la brillantezza delle vernici, incontra nel suo percorso creativo la ceramica ed inizia una ricerca delle origini della sua lavorazione nella tradizione siciliana.

Prende piatti, pentole e brocche tipiche della lavorazione della ceramica giocandoci e modificandole nelle forme con gli occhi del bimbo davanti alla sorpresa del gioco nuovo. Un gioco che è diventato con il passare del tempo una grande opportunità.
La significazione dell’oggetto di uso comune (un piatto diventa “altro” nelle sue mani) si trasforma in fenomeno puramente estetico e di comunicazione, rappresentando una nuova conciliazione dell’arte della ceramica con il design e l’architettura.
Non disdegnando il lavoro seriale realizza manufatti, ripuliti dagli eccessi decorativi dei modelli della tradizione dei ceramisti siciliani, trasformandole in opere, di picassiana memoria nella sua prima fase, che si evolvono emancipandosi nella fase successiva in modo assolutamente “naturale” ed “autonomo”. L’oggetto d’arte si carica di una poetica linguistica molto personale, con cui l’artista riesce a raccontare il proprio vissuto contemporaneo, di chi viaggia con libertà all’interno dei propri territori interiori.

Artista in continua ricerca e sperimentazione realizza un muro esterno molto interessante per Emergence Festival 2014, Festival Internazionale di Street Art a Giardini Naxos, opera murale realizzata con cocci di ceramica dei suoi manufatti lavorati con tecnica mista, acrilici e smalti.

di Giuseppe Stagnitta